Storia di una rinascita

Il 15 Settembre 2007 nasce Officine Farneto un nuovo concept a Roma.

Lo spazio che oggi è denominato Officine Farneto, si è trasformato nel tempo ed ha assunto differenti fisionomie ed ha ospitato differenti attività che si sono succedute nel tempo fino ad esaurirsi, lasciando macerie ed uno spazio vuoto ed inutilizzato.

Il concept nasce tra il 2003 ed il 2007, quando gli attuali soci di Officine Farneto stavano cercando di ridare un anima allo spazio in disuso. L’idea prende forma con l’intenzione di donare nuova vita alla struttura con attività continue. La voglia di dare una seconda giovinezza al fabbricato si concretizza con il progetto di ristrutturazione che prevede di inserire all’interno degli spazi tante attività differenti e sviluppare all’interno delle Officine Farneto uno spazio multifunzionale attivo h24, 7 giorni su 7.

Così dalle macerie risorge un luogo dimenticato, oggi divenuto uno degli spazi cool e di tendenza della capitale.

E’ l’autunno del 1923

I Magazzini di Casermaggio, oggi conosciuti come le Officine Farneto, sono una delle opere pensate dall’architetto Enrico Del Debbio all’interno del complesso del Foro Italico (inaugurato nel 1932 con il nome di Foro Mussolini), un vasto complesso sportivo che si trova alla base di Monte Mario a Roma. Fu ideato fra il 1927 ed il 1933 e completato dopo la guerra fra il 1956 ed il 1968.

4 novembre 1932

Le prime opere del complesso architettonico furono inaugurate il 4 novembre 1932: l’Accademia fascista maschile di educazione fisica, il Monolito, lo Stadio dei Marmi e lo Stadio dei Cipressi (poi Stadio dei centomila e odierno Stadio Olimpico). L’unico piano regolatore realizzato è di Enrico Del Debbio.

Primavera 1932

Vengono inaugurati i Magazzini di Casermaggio al Foro Mussolini, opera commissionata dall’Operna Nazionale Balilla.

Il complesso sarebbe dovuto essere più vasto rispetto a quanto in realtà è stato costruito. Nei sui piani, Enrico Del Debbio, avrebbe voluto edificare due fabbricati speculari e creare una sorta di corte o piazza tra le due costruzioni.

1939

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il completamento del Foro Italico subisce una brusca frenata.

I Magazzini di Casermaggio rimangono a disposizione dell’Esercito che li trasforma in una fabbrica di paracadute. Donne e uomini si alternano all’interno dei grandi spazi scelti, proprio per le ragguardevoli dimensioni, per la cucitura delle ampie vele in tessuto per la fabbricazione degli “Aerodiscensori” delle forze armate.

Estate 1941

In seguito fù Luigi Moretti, già autore della Accademia di scherma del Foro Mussolini, a completare nel 1941, sebbene in parte, il piano regolatore del Foro Italico, che prevedeva una risistemazione dei fabbricati. Venne definitivamente abbandonata l’idea di mantenere come punto focale la collina di Monte Mario. Questo portò inevitabilmente a trascurare le costruzioni già in essere fino ad un lento declino e abbandono delle strutture.

Primavera 1949

Il Foro Italico torna ad essere teatro dello sport. Nel 1949 iniziano gli Internazionali di Tennis d’Italia a Roma. I Magazzini di Casermaggio ora sono in disuso.

1960

La struttura abbandonata viene rilevata e diventa una fabbrica di ceramiche artigianali. Il nome è Ar.Ce.Ro. (Arte Ceramica Romana). L’azienda gode di una grande crescita fino ad essere utilizzata per la costruzione di alcune opere d’arte alla Biennale di Venezia negli anni d’oro della ceramica artigianale.

1990

Le aziende che occupano la struttura, la Sintelco (azienda per la fornitura di apparati tecnologici per la SIP) e la Ar.Ce.Ro. si trovano in grande crisi, dovuta alla sempre più fiorente industrializzazione dei prodotti e sitrovano a combattere con aziende con costi più bassi e prodotti standardizzati che all’epoca ottengo un successo sempre maggiore. Alla fine le due aziende saranno costrette ad abbandonare gli spazi. Lasciando materiali e attrezzatture alla mercè di vandali e intemperie.